lunedì 25 aprile 2011

MibemolleGiramondo...

...ma anche molto abitudinaria.

Eccomi di ritorno dalla mia isoletta preferita...
Sono sempre dell'idea che potrei tornare a viverci anche domani e ci starei comunque benissimo.
Più che altro sono dell'idea che riuscirei a vivere in qualsiasi posto al mondo.
Sarà che sono cresciuta con le valigie sempre in mano, con l'idea che la casa e la città dove abitavo erano "provvisorie" e non si sapeva mai realmente come e quando avremmo traslocato di nuovo.
Questo anche se poi, fortuna mia, ho trascorso praticamente tutta la vita nella stessa città.
Ma il tipo di vita che aveva fatto la mia famiglia prima che io nascessi, data dal lavoro di mio padre, era stata segnata da un trasloco ogni 2 anni, quando andava bene... e quindi abbiamo continuato a vivere con questo senso di "provvisorietà" anche quando, nell'anno in cui ho compiuto 16 anni , i miei decisero di comprare un appartamento. Segno inequivocabile che da qui non ci saremmo mai più mossi...
...eppure m'è rimasto il cuore zingaro...
...eppure questa casa non è mai stata arredata per il verso giusto perché " che senso ha comprare mobili su misura se tanto poi andiamo via e se nella casa nuova non ci vanno???". Ma quale casa nuova?? Ma se hai appena comprato questa??? va beh, rinunciai a combatterci molto presto.
Il risultato è che non ho il gusto per l'arredamento, questa casa non ha mai avuto le tende e tutt'ora non ci sono...ad esempio.
E' tutto essenziale, come una caserma, guarda caso. E tutto facilmente
impacchettabile, spostabile, resistente agli urti di un trasporto e.... brutto. Non potrebbe essere altrimenti. Ma non me ne curo. Mi piacciono le case "fighe e di design" delle mie amiche, ma io non saprei fare altrettanto. In casa mia non ci sono piante, niente deve essere curato in mia ( o nostra, era tutta la famiglia che pensava così) assenza. Non abbiamo mai avito animali domestici quando ero piccola, neppure un pesce rosso, perché niente ti doveva "legare a casa". Questa famiglia voleva essere libera di muoversi " al momento", nel giro di due ore. L'estate, ad esempio, mio padre lavorava. Il giorno dopo che finiva la scuola io e mia madre ci spostavamo al mare, poi io venivo letteralmente "lasciata li", mia madre partiva per andare dai suoi genitori e a badare me arrivava una zia, o dei cugini, a scelta. A fine luglio arrivava mio padre che mi prelevava e mi faceva attraversare trequarti di italia per andare a casa di sua madre, dove io e lui avremmo passato tutto agosto. Poi mi parcheggiavano in toscana fino all'inizio della scuola. Insomma... allevata con le valige in mano.

E anche adesso che sono "grande" prendo la valigia e parto...e dove poggio la valigia è Casa, almeno per il tempo del mio soggiorno.
Ho poco l'attitudine del turista...
Anche quando sono fuori va a finire che la prima cosa che cerco è il supermercato più vicino o il cinema... la cosa è ancora più evidente con i luoghi che già conosco.
Sarà anche che di mio, anche se nessuno lo direbbe mai, sono un tipo solitario... mi guardo intorno, guardo la gente...come vive, cosa fa.
E mediamente non mi piace, la gente. La trovo banale, c'è da dirlo....

Questo Easter Break a Malta non è stato molto diverso dal solito... mi diverte portarci gli amici, ma ormai quasi tutti i miei amici vivono l'isola come se fosse casa loro, tante le volte che ci sono venuti con me... ma ogni volta c'è qualcuno per cui è la prima volta, e quindi si ricomincia con i giri turistico-culturali. E Malta è un isola che a voler dire di visitare tutto quello che c'è da visitare, una settimana non basta, neppure se si gira tutto il giorno e non si perde neppure un ora in spiaggia!!!

Sento molti italiani scontenti. Al ritorno, sull'aereo è tutta una sequela di lamentele...
Io sono sempre più convinta che la gente è pretenziosa e presuntuosa, non sa viaggiare nel vero senso del termine. Si sa muovere ma non ha idea di come si faccia a stare al mondo.
L'isola è strana...ma basta "entrarci dentro" per non voler andare più via. Io devo capire perché tutta la gente che ci ho portato io (e in 6 anni potrei contare almeno un centinaio di persone ormai) ne rimane letteralmente innamorata, quasi dipendente.

Ma stavolta neppure partire mi ha distratto dai tanti, troppi pensieri che mi passano per la testa, e che ogni tanto mi segano il respiro a metà...






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