Io se fossi stata il fratello del figliol prodigo, al ripresentarsi a casa di quest'ultimo gli avrei come minimo dato due zampate sul sedere.
Ma peggio avrei fatto con mio padre non appena mi fossi avvisto della scempiataggine che stava per commettere addirittura uccidendo il bue grasso per festeggiare il ritorno del suddetto figlio.
Ma come, porco di un mondo, prima lui si prende la sua parte di eredità, ti sfancula, lascia me nei campi e a badare alla vecchiaia tua e del parentado vario e se ne va a godersi i quattrini, poi una volta finiti i quattrini torna a casa a pretendere di mangiare sulla parte che è rimasta (e quindi la mia) e tu, genitore, non solo non gli dici "bravo il tonto" , noooooooooooo ,
ma addirittura fai una festa " ahh pensavo di aver perso un figlio e invece no,eccolo qui, nato due volte" e ridividi di nuovo il patrimonio in due!!!
E io? Cornuto e mazziato??? Ma neanche la matematica sai? Se fai i conti lui si è preso 3/4 e io 1/4. Senza contare le feste di bentornato. E a che titolo? Come mai? Con che meriti?
Ma io come minimo vi predo a sberle!
Come per dire che ce lo insegnano fin dal catechismo che per ottenere qualcosa bisogna essere stronzi, che ai figli buoni e cari che stanno a casa e fanno il loro dovere niente è riconosciuto, neanche la loro lealtà. A quelli scavezzacollo ed egoisti, che se ne fregano dalla mattina alla sera invece si stendono i tappeti rossi....
Ma il padre del figliol prodigo purtroppo non avrebbe capito neppure se glie lo avessero spiegato, avrebbe detto "come sei cattivo con tuo fratello" girando il coltello nella piaga del senso di colpa e facendo sentire il fratello buono, ancora una volta, non capito e non apprezzato.
Per questo, ribadisco, ceffoni. Tanti, sonori, a due a due finchè non diventano dispari.
N.B. senza scomodare il Vangelo possiamo esprimere lo stesso concetto ricorrendo alla saggezza popolare dei proverbi che recita "chi nu chianze nu tetta" .Che vuol dire che tra due fratelli (ma anche in un gruppo, al lavoro, in qualsiasi contesto) ottiene di più chi si lagna di più....
giovedì 25 giugno 2009
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8 commenti:
Ti dirò... questo post capita proprio a fagiuolo, oggi...
Bizzarro destino...
:-)
a casa mia è la prassi quotidiana...
e quel che è peggio è che al figliolo non prodigo aumenta esponenzialmente il senso di colpa...quindi farà sempre di più per niente...
oh ma che periodaccio è mai questo? il mondo mi sta svangelizzando giorno dopo giorno...
capito qua, spesso leggo e mai commento....
ma questo post mi tocca parecchio!
anche a me, x anni, non mi è mai tornata questa storia del figliol prodigo poi c'ho pensato un po' su e l'ho riletta con più attenzione!
in realtà credo che la chiave di tutta questa storia sia nel fatto che il padre dica all'altro figlio "ciò che mio è tuo": ciò vuol dire che il figliol prodigo avrà anche il vitello grasso e una bella festa, ma l'altro figliolo ha il regno del padre!vuoi mettere il confronto? il che se uno è credente è ben più confortante. E se uno non è credente ... beh credo che lo riscontri tutti i giorni: a chi chiede aiuto il padre nel momento del bisogno? a chi confida preoccupazioni? spesso è un peso che noi figli non dovremmo portare, ma penso anche che quando il figlio-non prodigo riesca ad alleviare in qualsiasi cosa o, ancora meglio, condividere le piccole gioie quotidiane... sono soddisfazioni e x me non ha alcun prezzo!
va beh scusami x lo spazio che mi sono presa, è solo una mia modestissima opinione e volevo darti un punto di vista diverso, che non è detto che sia quello giusto ma è quello in cui credo!
complimenti x il blog!
a presto
@chià la tua interpretazione ha di certo il suo senso. il guaio è che , nella parabola, il regno del padre viene ereditato anceh dal figliol prodigo, quello che ritorna, perchè, appunto, ritorna alla casa del padre.
E' una metafora del pentimento e del concetto di perdono. Non imposrta cio' che tu hai compiuto nella vita.Se ti pendi, il padre ti perdona, hai gli stessi diritti di chi è stato buono efedele tutta la vita.
E secondo la dottrina cristiana ci dovremmo essere.
E invece no.Secondo me no.
Diciamo che queste mie interpretazioni nascono dal fatto che se il bravo cristiano si dovrebbe accontetatre della promessa del regno dei cieli per tener da poco conto tutto quello che accade in terra, il mio egoismo umano e terreno proprio non ci sta.
non mi va proprio giù che la nefandezza e l'ignominia vengano premiate perchè pentite.Pentiti pure quanto ti pare, ma siccome Dio ci ha dato il libero arbitrio, le coseguenze delle tue azioni te le devo portare dietro. Se non fisicamente, o con marchi o con pene, per lo meno nella testa di chi, a rigor di logica, deve riconoscere chi è una persona più decente e chi meno.
Ma il concetto di Dio infinitamente buono e giusto non se lo è inventato il saggio eticamente corretto, se lo è inventato l'imperatore romano corrotto, il signore mediovale depravato, per "pararsi il culo" e meritare ugualmente il paventato regno dei cieli.
In terra, secondo me, queste cose non funzionano e non dovrebbero funzionare.
Perchè mai vale di più chi ritrova la pecorella smarrita di chi vigila diligentemente il suo gregge? perchè viene tenuta più da conto la pecorella ritrovata che non un gregge diligente e ubbidiente (non ciecamen te ubbidiente ma eticamente ubbidiente)
non mi vanno giù ste cose.
neanche con l'imbuto.
La prima cosa intelligente che ho sentito a riguardo è stata detta da Papa Ratzinger qualche giorno fa in meroto allo scandalo Preti-Pedofili e cioè condanniamo pure chi ha sbagliato ma non dimentichiamo di lodare chi agisce nel giusto.
Certo, mi pare una manovra un po' berlusconiana per spostare l'attenzione dallo scandalo ad altro... ma comunque ha senso.
Deploriamo l'immorale, lodiamo il giusto.
Ma il mondo non funziona cosi'... e ripeto, neppure il mondo "paventato" dalla religione.
Il cristianesimo è l'unico che ha un Dio troppo buono e troppo giusto che apre le porte del paradiso praticamente a chiunque,praticamente una via libera a delinquere (anceh se non penalmente ma a farti i fatti tuoi) tutta la vita, tantopoi ti penti, e chi non si pente in punto di morte, spaventato come è dalla morte stessa???in tutte le altre religioni del mondo con il cavolo che te la scampi se in terra sei stato poco dignitoso o scorretto con i tuoi simili.
e tutto questo perchè? perchè la dottrina cristiana l'ha scritta un popolo corrotto fino al midollo, e ha scritto la salvezza per se stesso....
scusa la foga... ma la cosa mi tocca in corde che non riesco a sopire....
ah ps il padre considere il figlio non prodigo un dato di fatto, una cosa che è un dovere, mentre quando il figliol prodigo si presenta ogni 20 giorni a casa e invece che dare chiede, il padre si fa in 14 pezzi per dare....
provaci tu, figlio non prodigo a chiedere e vedi che cosa ti viene risposto...
tanto per ecco, tanto per....
ok vedo che è un argomento che tocca molto e me ne dispiace parecchio xchè ne so qualcosa...
non so neanche se "insistere" xò ho solo altre 2 considerazioni da fare x darti un altro mio punto di vista: il regno dei cieli il figliol prodigo se lo deve riconquistare mentre l'altro figlio ce l'ha già! e qui si vede la vera giustizia: non tutti se lo meritano, ma chi ritorna dal padre pentito...
è si infinitamente buono ma anche, come hai detto, infinitamente giusto!
Poi fortunatamente abbiamo il libero arbitrio, quindi chi garantisce al padre che anche il figlio diligente, prima o poi, non faccia come il figliol prodigo?
ha solo la garanzia del suo amore: sono figli entrambi ed è quando perdi qualcosa e la ritrovi che fai festa.
io magari faccio festa se ritrovo una collanina (pure di bigiotteria!) e non faccio festa tutti i giorni che ho cibo, vestiti, una casa.
Poi secondo me l'importante è agire con coscienza e amore: sapere che le cose che fai (e quindi le scelte che prendi) sono fatte x amore.
poi se il padre dà una seconda possibilità a qualcun altro te cosa perdi? io credo niente xchè tu dai e ricevi cmq tutto l'amore!
la parola chiave è Amore: il cristianesimo è tutto basato sull'Amore e scusami, ma spesso l'Amante spera fino alla fine che la persona amata ritorni x dare una seconda possibilità!
Poi se hai provato a chiedere al padre altre cose che non ti vengono date e che invece vengono date al figliol prodigo... credo tu abbia fatto una cosa assolutamente lecita e a quel punto sta sbagliando il padre, non te la devi rifare con il figliol prodigo che ottiene, ma cerca di far capire lo sbaglio al padre!
@chià innanzitutto non dispiacerti, perchè i confronti sono sempre graditi e ben accetti.
Troppo comodo sarebbe continuare a vedere le cose solo dalla mia parte senza che nessuno mai mi mettesse indiscussione :)
punto due: la questione è sentita assai, come avrai notato e haiproprio fatto centro...
il punto nn sono i fratelli tra loro, ma il padre....
è il padre che deve discernere l'eticamente corretto dal contrario...
poi tu dici Amore, in un mondo perfetto il solo donare amore dovrebbe essere il fine ultimo e comprensivo di tutto. In un mondo perfetto non importa se l'oggetto o la persona "amata" (e non in senso carnal-passionale) si accorge dell'amore , ma il solo amare basta a sè stesso. In un mondo perfetto nessuno avrebbe mai bisogno di un grazie. Il guaio è proprio che siamo mortali, il mondo non è perfetto ed è proprio il motivo per il quale Freud ha spopolati negli ultimo 100 anni.
Siamo tutto fuorchè perfetti e se è ovvio che il figliolo non prodigo farebbe cento volte cio' che ha già fatto per il padre e per il fratello, la sua natura mortale lo porta a volersi sentir dire per lo meno grazie o bravo figlio.
Ciò nonostante, anche se nessuno gli dirà grazie, resterà il figlio amorevole e devoto che la sua natura lo porta ad essere.
Poi io sono la prima che dice sempre ad una sua amica "il giorno che non sentirai più il bisogno di dirmi grazie saremo amiche davvero"
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. come vedi la questione è complessa (dentro la mia testa)
p.s. ti vedo ferrata negli argomenti "vangelici" ... ti dico quindi che non vengo da una vita di "oratorio" e neppure da una vita di "catechesi" ma da una vita di Scoutismo AGESCI... non che le cose siano contrapposte , anzi, era proprio per dire che non è che son digiuna :D
la precisazione seguente è d'obbligo
Se tu identifichi il padre della parabola con il padre celeste cristiano è ovvio che hai ragione tu e non capisci il mio punto di vista.
Identifica il padre della parabola in un soggetto qualunque, dal padre di famiglia al capo ufficio.
il mio post era per dire che il Mondo è ingiusto...
e quando ti dico che in altre religioni il concetto di perdono totale non esiste è perchè la proiezione della ricompensa eterna è un deterrente agli uomini per atti troppo indegni.
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